Venezia. Le quattro stagioni
Lisa St. Aubin de Terán

Tra marzo e maggio ho fatto le mie prime incursioni, organizzando l’acquisto di un appartamento, operazione che si è dimostrata relativamente semplice. Sono stata guidata e trasportata attraverso queste fasi iniziali dalle mani esperte dell’agenzia immobiliare dove avevo inizialmente visto l’annuncio immobiliare, in una piccola vetrina in Campo Santo Stefano.
Il glicine era in piena fioritura e abbandonava verso l’acqua i suoi rami flessuosi, trasudando al contempo un pesante e soporifero profumo che rubava gran parte della mia concentrazione dalla Signora Cera. Nessuna delle tasse, penalizzazioni o autorizzazioni che lei descrisse poté intaccare in nessun modo quel primo fremito che provai all’idea non solo di vivere a Venezia ma anche di diventare una veneziana. Mentre ammiravo la Regina dell’Adriatico, la Signora Cera mi descrisse tutte le minuzie del risiedere in un condominio veneziano, con quella che solo ora ho realizzato essere una conoscenza dall’ampiezza enciclopedica.
Dopo due mesi in cui la nostra mobilia rimase bloccata in un magazzino del porto per un’innumerevole serie di minuscole e apparentemente insignificanti dichiarazioni (tutte firmate, controfirmate e copiate), diventai un colletto bianco precario che accumula e movimenta i documenti di famiglia.

Venice. The Four Seasons
Lisa St. Aubin de Terán

My first forays there were between March and May, organizing the relatively simply business of buying a flat. I was steered and often towed through these early stages by the expert hand of the estate agents in whose small window in the Campo Santo Stefano we had first seen the property advertisement.
The wisteria was in full flower, dragging its supple branches down towards the water while exuding a heavy drowsy scent that stole most of my concentration from the Signora Cera. None of the fines, penalties or sanctions that she described could detract in any way from the first thrill not only of living in Venice but of becoming a Venetian. The Signora Cera described to me, with what I  now realize was enclyclopaeic breadth, all the minutiae of  residency in a Venetiann condominion while I gazed at the Queen of the Adriatic.
It was only after our furniture had sat in a warehouse at the docks for two months, stopped in its tracks for want of a number of a miniature and apparently meaningless declarations (all signed and countersigned and duplicated), that I became a temporary white collar worker, amassing and circulating the family  papers.

Copertina disegnata da Howard Klein – Fotografie della copertina realizzate da Mick Lindberg – Clarkson Potter/Publishers
Jacket designed by Howard Klein – Jacket photographs by Mick Lindberg – Clarkson Potter/Publishers

“Talvolta me ne sto seduta nel mio piccolo studio blu, come un pesce forestiero in una boccia di vetro sommersa di cibo, dall’acqua resa torbida dalla ricchezza della nuova dieta. A volte mi dirigo come nuotando a stile libero nell’enorme teatro a cielo aperto di San Marco a riflettere e indugiare sorseggiando qualcosa da bere per riprendermi dalla dilatazione culturale che un’eccessiva contemplazione della città può causare… Venezia provoca uno strano stimolo che sembra diventare direttamente emozione, aggirando il normale processo del pensiero. Gironzolare per essere trasportati o per spingersi da una parte all’altra, è naturale e sensuale quanto una carezza. I suoi specchi sbeccati e macchiettati sembrano incorporare un riflesso subacqueo. Lustrini e ossidazione siedono gli uni accanto all’altra.”

Lisa St. Aubin de Terán, la scrittrice inglese, si trasferì a Venezia nel 1986 con la sua famiglia. In questo resoconto inimitabilmente evocativo, descrive la sua esperienza di vivere come una straniera in una delle più affascinanti e belle città del mondo. Con le fotografie piene di atmosfera di Mick Lindberg, cattura i vari umori e volti di Venezia attraverso le stagioni, nonché i suoi splendori visivi e i suoi rituali sociali nascosti.

Lisa St. Aubin de Terán, sebbene nata e cresciuta a Londra, ha passato la maggior parte della sua vita da adulta viaggiando. Dopo aver trascorso 7 anni lavorando nell’agricoltura in Venezuela, si trasferì in Italia nel 1983, stabilendosi a Venezia nel 1986 con il marito, il pittore Robbie Dugg-Scott. Ha pubblicato dieci opere narrative e di saggistica, ivi incluse Keepers of the House, A Slow Train to Milan e Joanna.

“Sometimes I sit in my small  blue study like a foregin fish in a glass bowl swamped with food, and the fishbowl turns muddy with the richness of this new diet. Sometimes I front-crawl my way into the huge open-air theater of San Marco to stare and linger over a drink and recover from the cultural bloat that too much contemplation of the city can provoke… Venice has a strange stimulus that seems to pass directly into emotion, bypassing the usual thought processes. To wander arond her, to drift or push through her, is as natural and as sensuous as a caress. Her chipped and speckled mirrors seem to hold a built-in underwater reflection. Glitter and tarnish sit side by side.”

Lisa St Aubin de Terán, the British novelist, moved to Venice in 1986 with her family. In this inimitably evocative account, she describes her experience of living as a foreigner in one of the most mesmerizing and beautiful cities of the world. With Mick Lindberg’s atmospheric photographs, she captures the many moods and faces of Venice through the seasons, both its visual splendors and its hidden social rituals.

Lisa St Aubin de Terán, though born and educated in London, has spent most of her adult life traveling. After seven years farming in Venezuela, she moved to Italy in 1983, settling in Venice in 1986 with her husband, the painter Robbie Dugg-Scott. She has published ten works of fiction and non-fiction, including Keepers of the House, a Slow Train to Milan and Joanna.