(IT) Le abitazioni di Venezia…un lungo sogno (clicca qui)

Sorry, this entry is only available in Italian. For the sake of viewer convenience, the content is shown below in the alternative language. You may click the link to switch the active language.

La profonda anima storica di una città come Venezia è riuscita a resistere ai condizionamenti invasivi del progresso grazie ad una solida base fatta di tradizioni, esperienze e frontiere uniche nel loro genere. Dai primi insediamenti, all’attuale età moderna, l’eterogeneo territorio del comune veneziano testimonia la felice convivenza tra passato, presente e futuro senza scadere in futili compromessi logistici dettati soprattutto da interessi economici di ogni genere. Anche perché proprio lei, la Serenissima per eccellenza, sa bene cosa significhi concludere affari e transazioni di un certo livello, e nonostante il mercato globale sia mutato, un retaggio così imponente non potrà mai sbiadire.

Parlando di fondamenta inattaccabili, quindi, la riflessione non può che soffermarsi sulle cosiddette case a Venezia, che nell’immaginario collettivo sono una sorta di tramite tra cielo e terra (acqua inclusa), romanticamente preservate per fornire anche alle prossime generazioni una concreta testimonianza del bagaglio architettonico del luogo. L’esempio maggiormente significativo, in grado di riscaldare i cuori e tener vive le coscienze, è senza ombra di dubbio la classica casa a Venezia che affaccia sul Canal Grande, dotata di grandi finestre bifora/trifora, capaci di riflettere la molteplicità di colori e sensazioni quotidiane del comune veneziano, e attraversata da maestosi portali pronti ad accogliere le imbarcazioni dei mercanti.

Inoltre, alcuni di quelli che una volta erano Fonteghi o Fondachi, sono stati adattati alle attuali esigenze di professionisti e nuclei familiari lasciando intatte le strutture portanti, fondamentali per prevenire pericoli dettati dall’innalzamento delle maree o dall’attività sismica, sebbene quest’ultima si attesti su livelli di guardia molto bassi. Tecniche e progetti straordinari, che ancora oggi riuscirebbero a dire loro nella pianificazione edilizia di nuove aree limitrofe, fissando così, finalmente, standard considerevoli per ciò che riguarda le tempistiche e i consumi, ormai autentiche vittime del sempre più dilagante lassismo lavorativo.