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Cenni sulla storia della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia

Uno degli eventi che ogni anno attraggono in città migliaia di turisti è senza alcun dubbio la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica che si tiene presso il Lido. Durante l’intera durata della Mostra, la città di Venezia diventa meta di moltissimi turisti, amatori del cinema e divi e si anima di eventi e serate mondane. Gli appartamenti locati a finalità turistica e gli hotel registrano spesso il tutto esaurito e chiaramente questo non è il momento ideale per coloro che vorrebbero trascorrere una vacanza tranquilla al Lido, lontano dal caos e dallo stress cittadino.

Questo evento internazionale ha origini lontane nel tempo. La prima edizione della Mostra, allora denominata Esposizione Internazionale d’Arte Cinematografica, si tenne nel 1932, nel più ampio contesto della Biennale di Venezia. Questa edizione si svolse presso l’Hotel Excelsior del Lido e non ebbe un carattere competitivo, aspetto che la Mostra assunse nella sua seconda edizione, tenutasi nel 1934. In tale occasione la Mostra attirò quasi venti nazioni partecipanti e numerosissimi giornalisti. Dalla sua terza edizione, quella del 1935, la Mostra diventò un evento con cadenza annuale. Questa evoluzione consacra il successo di una manifestazione che attrae sempre più film e paesi e che, dal 1936 si dotò di una vera e propria giuria di stampo internazionale. Sull’onda di questo successo, nel 1937 venne inaugurato il Palazzo del Cinema, un edificio che permise di accogliere un numero maggiore di partecipanti e di spettatori.

A seguito di un temporaneo trasferimento lontano dal Lido prima e di una sospensione in ragione del secondo conflitto mondiale poi, la Mostra riprese nel 1946, anno in cui essa si svolse al Cinema San Marco e tentò di riacquisire il peso ed il prestigio internazionale di un tempo. Nel 1947 la Mostra si tenne presso il Palazzo Ducale e riscosse un enorme successo, registrando un numeri di spettatori mai visto prima. Due anni più tardi, la Mostra ritornò al Lido e nacque il premio per il miglior film, ovvero il Leone di San Marco.

Nei decenni successivi la Mostra conobbe una grande espansione e affermazione a livello mondiale, senza però andare esente da critiche e da contestazioni, specie nel corso degli anni Sessanta e Settanta, decenni in cui, in diverse occasioni, la Mostra tornò ad assumere un carattere non competitivo. A partire dal 1979 la rassegna assunse il nome di Mostra Internazionale del Cinema e nei decenni successivi si potè assistere a diversi sforzi finalizzati a riportare la manifestazione al prestigio che l’aveva caratterizzata anni prima, culminato nella creazione della PalaBiennale del Lido, nel restauro della Sala Perla e della Sala Grande, nel rinnovo di varie altre sale e nell’organizzazione, specie negli anni più recenti, di eventi mirati ad attirare un pubblico ormai vastissimo.

L’isola di Burano

Per chi desidera allontanarsi un po’ dalla folla di turisti che si crea nel centro storico durante la propria vacanza a Venezia, una meta sicuramente da suggerire è l’incantevole isola di Burano. Camminando per le sue calli, i colori delle sue case e dei suoi appartamenti non potranno non affascinarvi e le piccole scene di vita quotidiana cui potrete assistere vi emozioneranno.

Quest’isola è raggiungibile in circa tre quarti d’ora di battello dal centro della città. Essa è attualmente abitata da circa 3000 abitanti e venne inizialmente popolata in corrispondenza della fuga fatta dal popolo di Altino dalle invasioni dei popoli barbarici.

Originariamente, le abitazioni erano palafitte e vennero poi trasformate in casoni. Sembrerebbe che un tempo i colori degli edifici venissero utilizzati per distinguerne le singole proprietà, sebbene secondo una leggenda molto diffusa i pescatori dipingessero i muri della propria casa per poterla riconoscere da lontano, mentre lavoravano.

Inizialmente, Burano era principalmente abitata da agricoltori e pescatori, e fu solamente attraverso il ricamo dei merletti effettuato dalle donne che l’area si arricchì e la sua produzione venne esportata all’estero.

Per coloro che, durante la propria visita all’isola, desiderassero fare un’ottima sosta culinaria, si suggerisce di provare il delizioso risotto di gò, ovvero un risotto cucinato in un brodo fatto con il pesce ghiozzo. Un altro elemento da non perdere della cucina buranella sono i prelibati biscotti locali, come i cosiddetti Esse.

Altri elementi caratteristici da annoverare su questa città sono i capitelli che si trovano all’ingresso delle calli e la celebre “Casa di Bepi Suà”, nota per il gran numero di tinte utilizzate, suddivise in diverse forme geometriche. Da non perdere è anche il ponte in legno “Tre Ponti”, dal quale si possono scattare meravigliose foto panoramiche e che, assieme agli altri elementi tipici dell’isola, rende Burano una meta estremamente suggestiva.

L’isola di Torcello

L’isola di Torcello conta oramai pochissimi abitanti, la maggior parte dei quali, invece di vivere in un appartamento, ha scelto di optare per una soluzione più spaziosa, come una fattoria o costruzioni similari. Ciononostante, l’isola continua ancora ad attirare motissimi turisti in virtù del suo patrimonio artistico ed archeologico. Molti sono infatti i visitatori che, durante un giorno di vacanza, decidono di recarsi su quest’isola per assaporarne l’atmosfera ed il silenzio, nonché per far visita a dei luoghi che trapelano una spiccata aura di mistero.

Le origini di quest’isola sono antiche, tanto da farla annoverare tra i primi luoghi di insediamento dell’intera laguna di Venezia. Secondo gli archeologi, i primi insediamenti a Torcello risalgono addirittura agli albori dell’Impero Romano. Tuttavia, si dovettero attendere alcuni secoli e alcune opere volte a bonificare e proteggere il suolo dell’isola per assistere ad una fase di popolamento più significativo. Dagli scavi archeologici effettuati sembrerebbe che, in corrispondenza a questa fase di bonifica avvenuta intorno al VII secolo, vennero anche piantati alberi da frutta e vigne e si assistette ad attività di lavorazione del vetro.

Trovandosi in un punto strategico per i commerci ed essendo divenuto il centro per eccellenza della lavorazione della lana della città di Venezia, l’isola di Torcello fu per diverso tempo particolarmente fiorente, arrivando a dare dimora a diverse migliaia di persone.

Intorno al Quattrocento, tuttavia, l’isola entrò in una fase di declino in ragione dell’aria poco salubre creatasi a causa di un processo di impaludimento dell’area circostante e di diverse pestilenze. Questi fenomeni, uniti alla vicinanza a Venezia, ne causarono un progressivo spopolamento, seguito da episodi di razzia del patrimonio lasciato dai precedenti abitanti. Appurato il declino dell’isola, molte costruzioni vennero poi distrutte e i materiali che le costituivano vennero riutilizzati per la crescita del centro storico, mentre sull’isola continuavano a risiedere sempre meno abitanti.

In quest’isola si possono ancora ammirare dei luoghi molto suggestivi, quali la basilica di Santa Maria Assunta, ristrutturata attorno all’anno Mille, la chiesa di Santa Fosca, risalente al dodicesimo secolo, il Ponte del Diavolo, che spicca per la mancanza di parapetti, caratteristica tipica in tempi antichi di tutti i ponti veneziani, ed il trono di Attila, ovvero un trono di pietra sul quale, secondo la leggenda, si sedette Attila, re degli Unni, e che probabilmente veniva utilizzato dal responsabile dell’amministrazione della giustizia dell’isola.

La Regata storica

Fra gli eventi che ogni anno attirano moltissimi visitatori nella città di Venezia c’è senza alcun dubbio la ben nota Regata storica. Molti turisti scelgono infatti di trascorrere le proprie vacanze in città nel periodo in cui viene organizzata questa manifestazione, per partecipare a quest’evento a dir poco suggestivo ed emozionante. Vedere le barche storiche sfilare dal proprio appartamento, dalla propria camera di hotel, dalle rive del Canal Grande o da una barca è infatti qualcosa di davvero unico e speciale.

La Regata storica ha origini lontane nel tempo. Le prime testimonianze risalgono al Duecento, ma molti pensano che abbia radici ancor più antiche. Al tempo, la Regata si teneva in occasione della festa delle Marie, mentre oggi viene celebrata ogni prima domenica del mese di settembre.
La regata competitiva per come si presenta oggi venne organizzata per la prima volta nel 1841, anno in cui la città di Venezia domandò alle autorità austriache di organizzare una competizione lungo il Canal Grande. Da quell’anno in poi, la regata venne pagata non più dai privati, ma bensì dall’amministrazione pubblica e, a partire dal 1866, essa divenne una celebrazione dell’epoca d’oro della Repubblica di Venezia.
Nonostante le origini della manifestazione siano antiche, fu solo nel 1899 che, su proposta dell’allora sindaco della città Grimani, essa assunse l’attuale denominazione di Regata storica.

Attualmente la manifestazione si apre con un corteo storico di incantevoli imbarcazioni del Cinquecento, alla cui guida è posto il Bucintoro, ovvero l’imbarcazione utilizzata dai dogi veneziani il giorno dell’Ascensione, in occasione della celebrazione dello sposalizio della città con il mare. In testa al corteo sono poste altresì delle imbarcazioni nominate bissone. Un tempo, accanto ad altre imbarcazioni denominate peote, le bissone venivano utilizzate per far fronte ai disordini che accadevano in occasione della regata, dal momento che, per affrontare le imbarcazioni scarsamente disciplinate, da esse venivano lanciate le balote, ovvero delle palle fatte di terracotta, usate normalmente nella caccia ai volatili lagunari.
Il magnifico corteo storico rievoca anno dopo anno il benvenuto dato nel lontano 1489 a Caterina Cornaro, moglie del Re di Cipro, che decise di rinunciare al suo trono per la città di Venezia.
Concluso il corteo, viene dato inizio alle competizioni tra imbarcazione di varia tipologia, come ad esempio il gondolino, la mascareta, la gondola. Il punto di partenza della regata è situato a Sant’Elena e, percorrendo il Canal Grande sotto gli occhi incantati degli spettatori, le imbarcazioni arrivano a Santa Lucia, fanno il giro del paleto e si dirigono al punto d’arrivo e di premiazione, ovvero la machina sita davanti al palazzo Ca’ Foscari, dando vita ad uno spettacolo ed un’atmosfera davvero entusiasmanti.